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Nel bosco dei bambini, parte chiusa dell'oasi.

 

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Un giovane tronco di pioppo stato oggetto delle attenzioni di un picchio.

 

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Il covatoio n 8 non stato mai utilizzato: nessuna traccia di vita al suo interno. L'albero abbastanza vicino al sentiero ed avvolto da un'edera particolarmente rigogliosa. Tuttavia altri covatoi, in condizioni simili, ma con edera meno fitta, sono stati utilizzati.

 

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La mangiatoia fotografata il 5 febbraio con la neve 

 

 

1993-1994: La nascita dell'Oasi  | Evoluzioni | Covatoi |

Lavori

Ripristino dei covatoi

Fine inverno 2011/2012

x22 febbraio

L'oasi del Caloggio ospita una discreta variet di uccelli, ma non solo, buona parte degli stessi covatoi sembrano aver ospitato dei ghiri.

A sinistra le cechklist dell'avifauna, elaborata da Sassi e Manfredini, conta ben 60 specie.

Una volta i boschetti della zona erano chiamati dai cacciatori " il riservino " a confermare una antica vocazione. Oggi la caccia non  praticabile se non altro grazie alla vicinanza delle abitazioni.

Il giorno 22 febbraio si proceduto ad una ispezione dei covatoi istallati al Caloggio.
Sono state effettuate le seguenti operazioni:
I covatoi presumibilmente erano stati collocati nel 2005 ed erano stati controllati per l'ultima volta nel 2008, cio 4 anni fa.

Sommariamente si notato che i covatoi situati nella parte chiusa dell'oasi (da 1 a 7 in mappa), tutti in cemento (contrassegnati in giallo nella mappa), sono stati utilizzati prevalentemente per nidi e sono in ottime condizioni.

Quelli situati nella parte aperta al pubblico sono stati utilizzati molto probabilmente da ghiri, senza tuttavia escludere l'uso da parte dei picchi muratori. Molti sono in legno (contrassegnati in rosso), hanno l'apertura allargata dai picchi e sono in condizioni solo discrete. Un paio inutilizzabili necessitano di riparazioni o sostituzione (non segnati in mappa erano nel bosco vecchio nella zona sud). Uno in cemento (il n 8) non mai stato ultilizzato e non se ne comprende la ragione.  

Nell'occasione ne sono stati collocati altri due in cemento nella parte chiusa dell'oasi (16 e 17).

Tutti i covatoi sono appesi con un chiodino doppio e fil di ferro alla corteccia di robinie. Nel bosco nuovo non essendo presenti robinie sono legati a rami di essenze varie in modo da non provocare danni.

1 marzo

 stato effettuato un ulteriore sopraluogo, questa volta con M.G. appassionato di ornitologia. Il mancato uso del covatoio n8 (vedi immagine a fianco) potrebbe essere dovuto all'abbondante edera che circonda l'albero di sostegno.  facile che un alloco abbia adottato tale ambiente per i suoi sonni diurni, che avrebbero socraggiato la nidificazione di piccoli uccelli. 

Sono state riparati due covatoi in legno e ne stato approntato uno nuovo. Presto saranno installati.

In tale occasione si controllata anche la funzionalit di una mangiatoia collocata nel prato con la panchina (sentiero n6). La presenza di feci sia all'interno che alla base hanno dimostrato inequivocabilmente che la mangiatoia ha svolto il suo ruolo, nonostante i semi non particolarmente graditi. Alla met di marzo, terminando il periodo di possibili nevicate abbondanti e durevoli, verr tolta.

Sono state individuate alcune fatte di picchio rosso, contenti residui di formiche e numerose fatte di airone nei pressi dei luoghi di posa, lungo la riva del Nirone e del Fontanile Litta. 

M. G. ha suggerito l'intallazione di covatoi per allocchi entro la primavera 2013. Un incremento della presenza di allocchi potrebbe controbilanciare la diffusione delle arvicole.   

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Nella mappa la parte chiusa dell'oasi alla a sinistra della via Caloggio (linea verticale al centro), con i covatoi dal n 1 al 7, pi il 16 e il 17 collocati nell'occasione.
I n 1, 2, 6 , 7, 16 e 17 sono lungo il Fontanile Litta, il n 3 e 4 sulla sponda sinistra del Cavo Porro, il n 5 nel "bosco dei bambini".
Nella parte aperta dell'oasi, a destra nella mappa, si notano molti covatoi segnati in rosso, che sono in legno. Dal n 8 all'11 sono nel bosco vecchio, dal 12 al 15 nel bosco nuovo. Solo il n 8 non stato utilizzato.

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Il contenuto del N 1 evidentemente un nido.

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Il nido estratto da un covatoio in cemento (n2) nella parte chiusa dell'oasi sembra contenere
peli di origine animale, oltre a muschio e pagliuzze, come altri.

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Il covatoio (n 5), come quasi tutti quelli nella parte aperta, contiene residui di foglie, di semi e terriccio.
Si pensa che sia stato utilizzato da un ghiro, ma non da escludere l'opera di un picchio muratore.

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Questo covatoio, come altri, conteneva terriccio sul fondo, un materassino di peluria e grumi biancastri (feci?)

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Covatoio n 5 nel cosiddetto bosco dei bambini, fissato con cavo in plastica per evitare oscillazioni.

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Covatoio in legno (n 11) nel bosco vecchio in condizioni discrete. Il foro d'ingresso allargato.
Notare un batuffolo di peluria appesa esternamente (in basso a destra).

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Il contenuto del covatoio 11 di foglie e semi fa pensare all'uso da parte di un ghiro.

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La mangiatoia collocata prima della nevicata di febbraio non sembrava avere avuto grande successo.
Forse il mangime non era il pi indovinato. D'altra parte il manto nevoso era durato poco.
Le numerose tracce rinvenute hanno dimostrato che la mangiatoia stata comunque utilizzata.